“La danza è arte. Il corpo delle donne non è uno scandalo: è libertà.”
Con queste parole, come Le Rose di Gerico, vogliamo dare voce e forza a una storia che ci riguarda da vicino. Perché riguarda tutte le donne.
Linda Martino, artista italiana, è trattenuta in Egitto con un’accusa tanto assurda quanto allarmante: offesa alla morale pubblica, per aver danzato.
Non una provocazione, né una trasgressione gratuita, ma un atto artistico.
Una forma espressiva che diventa gesto politico nel momento in cui infrange uno dei tabù più antichi e profondi delle società patriarcali: la libertà del corpo femminile.
Il controllo dei corpi: un meccanismo antico, ancora attuale
Questa vicenda non è solo un fatto di cronaca. È lo specchio di un sistema più ampio.
La sociologia e la filosofia contemporanea hanno da tempo evidenziato come le società esercitino potere e controllo attraverso il corpo, soprattutto quello delle donne.
🔹 Michel Foucault, nel suo lavoro sul potere e la biopolitica, ha mostrato come il corpo sia il primo terreno su cui si esercita il controllo sociale: attraverso norme, sguardi, istituzioni, punizioni. Il corpo non è neutro, ma “addomesticato” dalla società. Il corpo che sfugge al controllo — come quello che danza — diventa sospetto.
🔹 Judith Butler ci ha insegnato che il genere è una performance culturale, e che le donne che “sconfinano” — che si riappropriano del proprio corpo, del proprio spazio, della propria espressione — sovvertono le regole imposte. Una donna che danza, nel linguaggio di Butler, sfida la norma, ed è proprio per questo punita.
🔹 Pierre Bourdieu, parlando dell’habitus, ha descritto come le strutture sociali si interiorizzano nei corpi: gesti, posture, comportamenti femminili sono regolati, trasmessi e poi autoimposti. Chi si discosta viene giudicata “immorale” o “sconveniente”.
🔹 Susan Bordo, nel suo libro Il corpo e la società, denuncia il modo in cui il corpo femminile viene disciplinato: non solo attraverso regole esplicite, ma anche tramite la cultura, i media, le istituzioni. La donna che sfugge a queste norme viene etichettata come deviante.
Danzare è resistere
Nel caso di Linda Martino, la danza è diventata atto di resistenza.
Un corpo che si muove liberamente, che esce dai codici del silenzio e dell’invisibilità, diventa politico.
Ed è proprio per questo che fa paura.
Chi decide cosa è morale?
E perché il corpo delle donne viene così spesso ridotto a simbolo da normare, regolare, punire?
Siamo di fronte a un attacco non solo all’arte, ma alla libertà. Alla libertà di essere, di esprimersi, di esistere pienamente e pubblicamente come donne.
La nostra voce per Linda. E per tutte noi.
Come Le Rose di Gerico, ci schieriamo al fianco di Linda e di tutte le donne che, nel mondo, vengono giudicate, condannate, limitate nel loro diritto di abitare il proprio corpo.
La libertà femminile non è un crimine.
È un diritto.
E non smetteremo mai di affermarlo, di danzarlo, di gridarlo.
Invitiamo ogni donna, ogni artista, ogni persona libera, a unirsi a questa voce.
Perché ogni corpo che si muove libero è un atto di giustizia.
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Le Rose di Gerico