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	<title>#ResponsabilitàCollettiva &#8211; Associazione Le Rose di Gerico</title>
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	<description>A favore delle donne</description>
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		<title>Il doppio standard sessuale: il caso OnlyFans, la morale selettiva e il dominio maschile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rose di Gerico Associazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 16:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Rose di Gerico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il recente caso della maestra licenziata per avere un profilo su OnlyFans ha riportato al centro del dibattito pubblico un nodo che non è semplicemente morale o educativo: è un nodo politico e culturale, che rivela quanto i corpi delle donne siano ancora terreno di controllo sociale. Mentre una donna viene sanzionata per una scelta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="2930" data-end="3191">Il recente caso della maestra licenziata per avere un profilo su OnlyFans ha riportato al centro del dibattito pubblico un nodo che non è semplicemente morale o educativo: è un nodo politico e culturale, che rivela quanto i corpi delle donne siano ancora terreno di controllo sociale.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">Mentre una donna viene sanzionata per una scelta consapevole e autodeterminata sulla propria sessualità, decine di migliaia di uomini raccolti in gruppi online, che condividono e consumano immagini intime di donne senza consenso, non subiscono conseguenze proporzionate.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">È qui che emerge, in tutta la sua evidenza, il doppio standard sessuale : ciò che nelle donne viene punito, negli uomini viene normalizzato.</p>
<h6 data-start="2930" data-end="3191">Bourdieu e la violenza simbolica</h6>
<p data-start="2930" data-end="3191">Per comprendere questa dinamica, è utile richiamare il pensiero di Pierre Bourdieu. Nella sua opera La domination masculine (1998), il sociologo francese mostra come il patriarcato non si limiti a un insieme di regole esplicite, ma funzioni soprattutto attraverso la violenza simbolica : una forma di potere che si esercita in modo invisibile, legittimato dagli stessi soggetti che lo subiscono.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">La morale selettiva che colpisce le donne e protegge gli uomini è un esempio di violenza simbolica: viene presentato come “difesa del decoro” o “tutela dei minori”, ma in realtà agisce per ribadire un habitus sociale che impone ruoli e gerarchie.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">Il corpo femminile, in questa logica, non appartiene mai del tutto alla donna: può essere desiderato, consumato, persino violato, purché resti sotto il controllo delle norme maschili.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">Quando la donna sceglie autonomamente, diventa trasgressiva e va punita.</p>
<h6 data-start="2930" data-end="3191">L&#8217;ipocrisia culturale</h6>
<p data-start="2930" data-end="3191">Il punto centrale non è la sessualità, ma il potere . Un sistema che sanziona la maestra e assolve gli uomini dei gruppi online non difende né i bambini né la dignità pubblica: difende il proprio diritto a decidere chi ha accesso alla libertà e chi no.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">È la riproduzione, aggiornata al mondo digitale, di quell&#8217;ordine sociale che Bourdieu definiva “androcentrico”: un ordine che presenta la subordinazione delle donne come naturale, e la superiorità maschile come legittima.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">Se vogliamo davvero parlare di educazione, allora bisogna ribaltare la prospettiva. Non è incompatibile con il ruolo educativo una maestra che, nella propria vita privata, sceglie come vivere il proprio corpo.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">È incompatibile con il ruolo educativo una società che insegna ai ragazzi che la violazione della dignità femminile è irrilevante.</p>
<p data-start="2930" data-end="3191">Come psicologi, come educatori, come cittadini, non possiamo accettare questa distorsione. Perché ogni volta che puniamo la libertà delle donne e normalizziamo la violenza maschile, stiamo educando – nel silenzio – alla cultura del possesso e dell&#8217;impunità.</p>
<h2 data-start="3193" data-end="3210">Bibliografia</h2>
<ul data-start="3212" data-end="3835">
<li data-start="3212" data-end="3277">
<p data-start="3708" data-end="3835">Bibliografia Bourdieu, P. (1998). La dominazione maschile . Parigi: Siviglia.</p>
</li>
<li data-start="3212" data-end="3277">
<p data-start="3708" data-end="3835">Bourdieu, P. (1990). Le sens pratique . Parigi: Minuit.</p>
</li>
<li data-start="3212" data-end="3277">
<p data-start="3708" data-end="3835">Connell, RW (2005). Mascolinità (2a ed.). Berkeley: University of California Press.</p>
</li>
<li data-start="3212" data-end="3277">
<p data-start="3708" data-end="3835">Glick, P., &amp; Fiske, ST (2001). Sessismo ambivalente. In MP Zanna (a cura di), Advances in experimental social psychology (Vol. 33, pp. 115–188). Academic Press.</p>
</li>
<li data-start="3212" data-end="3277">
<p data-start="3708" data-end="3835">Butler, J. (1990). Problemi di genere: femminismo e sovversione dell&#8217;identità . New York: Routledge.</p>
</li>
<li data-start="3212" data-end="3277">
<p data-start="3708" data-end="3835">Federici, S. (2019). Il punto zero della rivoluzione. Lavoro domestico, riproduzione e lotta femminista . Roma: Ombre Corte.</p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Antonella Iannoccaro,</em></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Psicologa e Presidente dell’APS Le Rose di Gerico.</em></p>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diana, l’infanzia tradita. Riflessioni psicologiche sul caso Alessia Pifferi</title>
		<link>https://www.rosedigerico.it/diana-linfanzia-tradita-riflessioni-psicologiche-sul-caso-alessia-pifferi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rose di Gerico Associazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 08:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Rose di Gerico]]></category>
		<category><![CDATA[#AbbandonoInfantile]]></category>
		<category><![CDATA[#GiustiziaPerDiana]]></category>
		<category><![CDATA[#InfanziaTradita]]></category>
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		<category><![CDATA[#MadriENarrazione]]></category>
		<category><![CDATA[#ProtezioneMinori]]></category>
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		<category><![CDATA[#StorieCheFannoMale]]></category>
		<category><![CDATA[#ViolenzaInvisibile]]></category>
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					<description><![CDATA[La vicenda di Alessia Pifferi, condannata in primo grado all’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi, Diana, è una ferita collettiva. Non solo perché racconta la morte di una bambina indifesa, ma perché ci costringe a interrogarci su maternità, responsabilità e fragilità sociali. Una consapevolezza Diana è stata lasciata sola [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="299" data-end="607">La vicenda di Alessia Pifferi, condannata in primo grado all’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi, Diana, è una ferita collettiva. Non solo perché racconta la morte di una bambina indifesa, ma perché ci costringe a interrogarci su maternità, responsabilità e fragilità sociali.</p>
<hr data-start="609" data-end="612" />
<h2 data-start="614" data-end="637">Una consapevolezza</h2>
<p data-start="638" data-end="947">Diana è stata lasciata sola per sei giorni, con un biberon insufficiente e forse sedata con benzodiazepine. Non era la prima volta: già in passato la madre si era allontanata per interi weekend.<br data-start="832" data-end="835" />Non un gesto impulsivo, non un “raptus”, ma un comportamento reiterato, frutto di scelte lucide e consapevoli.</p>
<hr data-start="949" data-end="952" />
<h2 data-start="954" data-end="988">Quando la maternità non basta</h2>
<p data-start="989" data-end="1394">Spesso si tende a credere che l’essere madre garantisca automaticamente un istinto protettivo. Questo caso dimostra il contrario.<br data-start="1118" data-end="1121" />Alessia Pifferi non era incapace di intendere e volere: gli esperti lo hanno escluso. La sua condotta nasce da fragilità narcisistiche, dal bisogno di apparire “adeguata” agli occhi del compagno e della società, più che dal riconoscimento dei bisogni vitali della figlia.</p>
<p data-start="1396" data-end="1737">La maternità, da sola, non crea responsabilità: richiede maturità affettiva, consapevolezza e capacità di cura. La psicologia dello sviluppo evidenzia come la genitorialità sia un processo complesso, che può fallire drammaticamente quando prevalgono fattori di debolezza psichica, sociale ed emotiva (Belsky, 1984; Cicchetti &amp; Toth, 2005).</p>
<hr data-start="1739" data-end="1742" />
<h2 data-start="1744" data-end="1771">Il silenzio che uccide</h2>
<p data-start="1772" data-end="2113">Accanto alla colpa individuale, resta la domanda: <strong data-start="1822" data-end="1854">chi ha visto e non ha agito?</strong><br data-start="1854" data-end="1857" />I vicini percepivano un silenzio innaturale, ma non hanno allertato nessuno. I servizi sociali non sono mai intervenuti. Questo ci dice che la tutela dei bambini non può essere lasciata al caso, ma necessita di reti di monitoraggio, ascolto e protezione.</p>
<p data-start="2115" data-end="2354">Le forme di violenza invisibile, come la trascuratezza e la deprivazione affettiva, sono tra le più dannose nello sviluppo infantile, con conseguenze neuropsicologiche e relazionali a lungo termine (De Bellis, 2005; Norman et al., 2012).</p>
<hr data-start="2356" data-end="2359" />
<h2 data-start="2361" data-end="2385">Giustizia e memoria</h2>
<p data-start="2386" data-end="2550">Oggi la giustizia ha riconosciuto la piena responsabilità della madre. Ma la memoria di Diana non può esaurirsi in una sentenza: deve diventare un monito sociale.</p>
<p data-start="2552" data-end="2760">Come associazione che si occupa di violenza di genere, crediamo sia fondamentale estendere la riflessione anche ai più piccoli, vittime di violenza invisibile: la trascuratezza, l’abbandono, l’indifferenza.</p>
<p data-start="2762" data-end="2891">Diana non aveva voce. Sta a noi, oggi, darle parola, perché nessun altro bambino venga lasciato solo nel silenzio di una culla.</p>
<hr data-start="2893" data-end="2896" />
<p data-start="2898" data-end="2919"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4da.png" alt="📚" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2901" data-end="2917">Bibliografia</strong></p>
<ul data-start="2920" data-end="3700">
<li data-start="2920" data-end="3069">
<p data-start="2922" data-end="3069">Belsky, J. (1984). <em data-start="2941" data-end="3002">I determinanti della genitorialità: un modello di processo.</em> Child Development, 55(1), 83–96. <a class="decorated-link" href="https://doi.org/10.2307/1129836?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="3036" data-end="3067">https://doi.org/10.2307/1129836</a></p>
</li>
<li data-start="3070" data-end="3243">
<p data-start="3072" data-end="3243">Cicchetti, D., &amp; Toth, S.L. (2005). <em data-start="3108" data-end="3135">Maltrattamento infantile.</em> Annual Review of Clinical Psychology, 1, 409–438. <a class="decorated-link" href="https://doi.org/10.1146/annurev.clinpsy.1.102803.144029?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="3186" data-end="3241">https://doi.org/10.1146/annurev.clinpsy.1.102803.144029</a></p>
</li>
<li data-start="3244" data-end="3391">
<p data-start="3246" data-end="3391">De Bellis, M.D. (2005). <em data-start="3270" data-end="3306">La psicobiologia della negligenza.</em> Maltrattamento infantile, 10(2), 150–172. <a class="decorated-link" href="https://doi.org/10.1177/1077559505275116?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="3349" data-end="3389">https://doi.org/10.1177/1077559505275116</a></p>
</li>
<li data-start="3392" data-end="3700">
<p data-start="3394" data-end="3700">Norman, R.E., Byambaa, M., De, R., Butchart, A., Scott, J., &amp; Vos, T. (2012). <em data-start="3472" data-end="3621">Le conseguenze a lungo termine sulla salute dell&#8217;abuso fisico, emotivo e della negligenza sui minori: una revisione sistematica e una meta-analisi.</em> PLoS Medicine, 9(11), e1001349. <a class="decorated-link" href="https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1001349?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="3654" data-end="3698">https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1001349</a></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Antonella Iannoccaro,</em></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Psicologa e Presidente dell’APS Le Rose di Gerico.</em></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3394" data-end="3700">
</li>
</ul>
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