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	<title>diritti umani &#8211; Associazione Le Rose di Gerico</title>
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	<description>A favore delle donne</description>
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	<title>diritti umani &#8211; Associazione Le Rose di Gerico</title>
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		<title>Quando la voce della democrazia restò senza parole: María Corina Machado, il Nobel per la Pace 2025 e la forza dell’umiltà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rose di Gerico Associazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 14:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Rose di Gerico]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono momenti in cui la Storia si ferma per ascoltare il silenzio.Non un silenzio vuoto, ma quello colmo di emozione e gratitudine di chi, dopo anni di battaglie, riceve un riconoscimento che travalica ogni confine personale.È ciò che è accaduto a María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, quando ha ricevuto la telefonata che le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="324" data-end="756">Ci sono momenti in cui la Storia si ferma per ascoltare il silenzio.<br data-start="392" data-end="395" />Non un silenzio vuoto, ma quello colmo di emozione e gratitudine di chi, dopo anni di battaglie, riceve un riconoscimento che travalica ogni confine personale.<br data-start="554" data-end="557" />È ciò che è accaduto a <strong data-start="580" data-end="604">María Corina Machado</strong>, leader dell’opposizione venezuelana, quando ha ricevuto la telefonata che le annunciava di essere la vincitrice del <strong data-start="722" data-end="755">Premio Nobel per la Pace 2025</strong>.</p>
<hr data-start="758" data-end="761" />
<h3 data-start="763" data-end="800"><strong data-start="767" data-end="800">Una vita spesa per la libertà</strong></h3>
<p data-start="802" data-end="1364">Nata a Caracas nel 1967, María Corina Machado ha scelto fin da giovane di impegnarsi per la democrazia del suo Paese, il <strong data-start="923" data-end="936">Venezuela</strong>, segnato da anni di crisi politica e repressione.<br data-start="986" data-end="989" />Ingegnere industriale, ha cofondato l’organizzazione non governativa <strong data-start="1058" data-end="1068">Súmate</strong>, che si batte per la trasparenza elettorale e la difesa dei diritti civili.<br data-start="1144" data-end="1147" />Eletta all’Assemblea Nazionale nel 2011, è diventata una delle voci più ferme e coraggiose contro il regime di <strong data-start="1258" data-end="1276">Nicolás Maduro</strong>, pagando un prezzo altissimo in termini di persecuzioni, esclusione politica e minacce.</p>
<p data-start="1366" data-end="1550">Eppure, nonostante tutto, non ha mai rinunciato alla via pacifica.<br data-start="1432" data-end="1435" />Ha sempre parlato di libertà, dignità e responsabilità collettiva, rifiutando la logica dell’odio e della vendetta.</p>
<hr data-start="1552" data-end="1555" />
<h3 data-start="1557" data-end="1590"><strong data-start="1561" data-end="1590">Il Nobel per la Pace 2025</strong></h3>
<p data-start="1592" data-end="1941">Il <strong data-start="1595" data-end="1630">Comitato Norvegese per il Nobel</strong> ha riconosciuto in lei “il simbolo della resistenza civile e della speranza democratica del popolo venezuelano”.<br data-start="1743" data-end="1746" />Il premio, che sarà consegnato il 10 dicembre a Oslo, rappresenta non solo un tributo a Machado, ma anche a un intero popolo che continua a credere nella possibilità di un futuro giusto e libero.</p>
<hr data-start="1943" data-end="1946" />
<h3 data-start="1948" data-end="1995"><strong data-start="1952" data-end="1995">La chiamata e l’emozione del segretario</strong></h3>
<p data-start="1997" data-end="2233">Il momento dell’annuncio resterà nella memoria collettiva.<br data-start="2055" data-end="2058" />A chiamarla è stato <strong data-start="2078" data-end="2105">Kristian Berg Harpviken</strong>, segretario del Comitato Norvegese del Nobel.<br data-start="2151" data-end="2154" />La sua voce era emozionata, quasi tremante, quando le ha comunicato la notizia:</p>
<blockquote data-start="2235" data-end="2340">
<p data-start="2237" data-end="2340">“Tra pochi minuti annunceremo pubblicamente che le è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace 2025.”</p>
</blockquote>
<p data-start="2342" data-end="2431">Dall’altra parte della linea, un lungo silenzio.<br data-start="2390" data-end="2393" />Poi una risposta semplice, disarmante:</p>
<blockquote data-start="2433" data-end="2547">
<p data-start="2435" data-end="2547">“Oh mio Dio… non ho parole. Questo premio non è mio, è del popolo venezuelano. Sono solo una persona tra tante.”</p>
</blockquote>
<p data-start="2549" data-end="2806">Parole che hanno commosso il mondo.<br data-start="2584" data-end="2587" />Il segretario stesso, visibilmente toccato, ha ringraziato Machado per la sua umiltà e la sua forza, ricordando che “la pace ha bisogno di voci come la sua, capaci di parlare con sincerità e silenzio allo stesso tempo”.</p>
<hr data-start="2808" data-end="2811" />
<h3 data-start="2813" data-end="2856"><strong data-start="2817" data-end="2856">L’umiltà come linguaggio universale</strong></h3>
<p data-start="2858" data-end="3227">In un tempo in cui molti gridano per farsi ascoltare, María Corina Machado ha scelto di restare senza parole.<br data-start="2967" data-end="2970" />Non per mancanza di eloquenza, ma per gratitudine, per stupore, per rispetto verso il significato profondo di quel riconoscimento.<br data-start="3100" data-end="3103" />Il suo silenzio è diventato voce collettiva, un abbraccio simbolico a chi lotta senza armi, ma con la forza della coscienza.</p>
<p data-start="3229" data-end="3411">In quell’attimo di commozione, Machado ha incarnato il senso più autentico del Nobel: la pace non come premio alla vittoria, ma come testimonianza del coraggio di chi non si arrende.</p>
<hr data-start="3413" data-end="3416" />
<h3 data-start="3418" data-end="3464"><strong data-start="3422" data-end="3464">Un messaggio che ci riguarda da vicino</strong></h3>
<p data-start="3466" data-end="3906">Per noi de <strong data-start="3477" data-end="3498">Le Rose di Gerico</strong>, questo premio ha un significato profondo.<br data-start="3541" data-end="3544" />Racconta di una donna che, con la sola forza della parola e dell’esempio, ha sfidato la paura e l’indifferenza.<br data-start="3655" data-end="3658" />Racconta che la pace nasce da gesti quotidiani di coerenza, da voci che scelgono la verità anche quando costa.<br data-start="3768" data-end="3771" />E ci ricorda che l’umiltà è una forma di grandezza: quella che costruisce, con pazienza e silenzio, la speranza di un mondo più giusto.</p>
<p data-start="3908" data-end="4243">Nel suo <em data-start="3916" data-end="3933">“non ho parole”</em> c’era tutto: la fatica, la fede, la forza e la dolcezza di chi crede ancora che la libertà non sia un privilegio, ma un diritto.<br data-start="4062" data-end="4065" />Un Nobel che illumina non solo il Venezuela, ma tutti noi, perché ci invita a non smettere di credere nella forza pacifica del cambiamento e nella dignità del silenzio che parla.</p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Antonella Iannoccaro, </em></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Psicologa e Presidente dell&#8217;APS Le Rose di Gerico.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il cervello di un padre con la P maiuscola: la lucidità di Anas al-Sharif</title>
		<link>https://www.rosedigerico.it/il-cervello-di-un-padre-con-la-p-maiuscola-la-lucidita-di-anas-al-sharif/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rose di Gerico Associazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 12:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Rose di Gerico]]></category>
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					<description><![CDATA[Essere padre non è solo una condizione biologica: è un atto di coscienza. È la capacità di guardare in faccia la vita, e anche la morte, sapendo che ogni gesto, ogni parola, ogni decisione lascia un’impronta nella storia di chi si ama. Anas al-Sharif, giornalista palestinese di Al Jazeera, sapeva di avere i giorni contati. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="226" data-end="461">Essere padre non è solo una condizione biologica: è un atto di coscienza. È la capacità di guardare in faccia la vita, e anche la morte, sapendo che ogni gesto, ogni parola, ogni decisione lascia un’impronta nella storia di chi si ama.</p>
<p data-start="463" data-end="822">Anas al-Sharif, giornalista palestinese di Al Jazeera, sapeva di avere i giorni contati. A 28 anni — ventotto anni appena — aveva già lasciato scritto il suo testamento, da pubblicare solo dopo la sua morte. Non un manifesto politico, non parole di odio, ma un atto d’amore smisurato per la verità, per il proprio popolo e soprattutto per la propria famiglia.</p>
<p data-start="824" data-end="1093">Dal punto di vista psicologico, le sue parole rivelano il funzionamento di un cervello che vive nella consapevolezza della propria mortalità senza esserne paralizzato. In contesti estremi, la mente di un genitore può attivare una combinazione straordinaria di circuiti:</p>
<ul data-start="1095" data-end="1469">
<li data-start="1095" data-end="1230">
<p data-start="1097" data-end="1230">La corteccia prefrontale, sede della pianificazione e del pensiero strategico, che permette di dare priorità a ciò che conta davvero.</p>
</li>
<li data-start="1231" data-end="1343">
<p data-start="1233" data-end="1343">Il sistema limbico, dove risiedono emozioni intense come l’amore, la paura, il dolore, ma anche la resilienza.</p>
</li>
<li data-start="1344" data-end="1469">
<p data-start="1346" data-end="1469">Le aree legate all’empatia, che mantengono vivo il legame con i figli e la comunità anche quando il corpo è sotto minaccia.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1471" data-end="1774">Anas non ha solo raccontato la verità sul massacro che stava vivendo: ha affidato la sua missione a chi resta, e lo ha fatto usando un linguaggio di eredità emotiva e morale. Ha “passato il testimone” alla figlia, al figlio, alla moglie, alla madre — ma anche a ogni coscienza libera, ovunque nel mondo.</p>
<p data-start="1776" data-end="2009">Il suo messaggio è la prova che il vero coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di agire con amore nonostante la paura. Un padre così non si limita a provvedere: costruisce ponti, lascia tracce, affida semi da far crescere.</p>
<p data-start="2011" data-end="2247">Chi resta indifferente davanti a queste parole, davanti alla lucidità e alla dignità di un uomo che sapeva di non esserci più il giorno dopo, ha spento la parte più nobile del proprio cervello: quella che riconosce l’umanità nell’altro.</p>
<p data-start="2249" data-end="2364">Non è solo una storia da leggere tutta d’un fiato. È un richiamo a non lasciare che l’apatia vinca sulla coscienza.</p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Antonella Iannoccaro, </em></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Psicologa e Presidente dell&#8217;APS Le Rose di Gerico.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il trauma si scrive nel corpo: la violenza oltre la guerra, oltre le generazioni</title>
		<link>https://www.rosedigerico.it/il-trauma-si-scrive-nel-corpo-la-violenza-oltre-la-guerra-oltre-le-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rose di Gerico Associazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 16:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Rose di Gerico]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne e resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[“Non puoi bombardare un popolo senza toccare anche il corpo delle donne.”Non puoi infliggere un trauma collettivo senza incidere nelle carni più esposte, più disarmate, più dimenticate. In queste settimane in cui il mondo assiste – o forse dovremmo dire distoglie lo sguardo – dalle macerie di Gaza, non possiamo continuare a parlare di violenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote data-start="392" data-end="582">
<p data-start="394" data-end="582">“Non puoi bombardare un popolo senza toccare anche il corpo delle donne.”<br data-start="467" data-end="470" />Non puoi infliggere un trauma collettivo senza incidere nelle carni più esposte, più disarmate, più dimenticate.</p>
</blockquote>
<p data-start="584" data-end="863">In queste settimane in cui il mondo assiste – o forse dovremmo dire distoglie lo sguardo – dalle macerie di Gaza, non possiamo continuare a parlare di violenza senza includere quella che si consuma dentro i corpi, attraverso i corpi, contro i corpi. Soprattutto quelli femminili.</p>
<h3 data-start="870" data-end="924"><strong>Epigenetica del dolore: il trauma che si eredita</strong></h3>
<p data-start="925" data-end="1382">Oggi le neuroscienze e la psicologia ci dicono con chiarezza che il trauma modifica il nostro DNA, non nel suo codice, ma nella sua espressione: attraverso marcatori epigenetici che regolano il modo in cui i geni si attivano o si spengono.<br data-start="1164" data-end="1167" />Chi vive un trauma estremo – come la guerra, la fame, la perdita dei propri cari, le torture o la violenza sessuale – sviluppa alterazioni profonde nei sistemi di regolazione dello stress, dell&#8217;umore, della memoria.</p>
<p data-start="1384" data-end="1586">Queste alterazioni possono essere trasmesse ai figli, attraverso meccanismi ormonali, biochimici e comportamentali.<br data-start="1499" data-end="1502" />Non è più solo una metafora dire che “il dolore si eredita”: è un fatto scientifico.</p>
<p data-start="1588" data-end="1706">In Palestina il trauma non è più un evento. È una condizione permanente. È una trasmissione che non si interrompe mai.</p>
<h3 data-start="1713" data-end="1775"><strong>Il corpo delle donne: bersaglio e contenitore del trauma</strong></h3>
<p data-start="1776" data-end="1992">Nelle guerre, le donne diventano terreno di conquista e di distruzione.<br data-start="1847" data-end="1850" />Subiscono violenze sessuali, gravidanze forzate, mutilazioni, vedovanze precoci, la perdita dei figli, lo smembramento delle comunità di cura.</p>
<p data-start="1994" data-end="2347">Ma il trauma non finisce lì.<br data-start="2022" data-end="2025" />Il corpo della donna lo trattiene. Lo trasforma. Ne diventa archivio biologico e simbolico.<br data-start="2116" data-end="2119" />I disturbi del sonno, dell&#8217;alimentazione, del ciclo mestruale, della sessualità, della fertilità&#8230; tutto può essere segnato. Il linguaggio del trauma è anche fisiologico, e trova spazio tra le pieghe della carne e del silenzio.</p>
<p data-start="2349" data-end="2529">Quando poi queste donne generano, educano, curano… trasmettono anche ciò che hanno dovuto contenere.<br data-start="2449" data-end="2452" />Il corpo femminile diventa così spazio di trasmissione del trauma collettivo.</p>
<h3 data-start="2536" data-end="2594"><strong>Responsabilità collettiva: il trauma non è “lontano”</strong></h3>
<p data-start="2595" data-end="2759">Noi, che ci troviamo a migliaia di chilometri da Gaza, pensiamo di non poter fare nulla.<br data-start="2683" data-end="2686" />Ma anche il silenzio è una scelta. Anche l&#8217;indifferenza lascia cicatrici.</p>
<p data-start="2761" data-end="3101">Nel nostro lavoro quotidiano, come associazione che si occupa di violenza di genere, vediamo spesso come la sofferenza femminile venga minimizzata, zittita, spostata su binari di “resilienza” obbligata.<br data-start="2963" data-end="2966" />Ma una società che non guarda in faccia il trauma, che lo depoliticizza e lo privatizza, è una società che continuerà a farlo accadere.</p>
<p data-start="3103" data-end="3295">Non possiamo parlare di giustizia, né di pace, né di diritti umani, senza ascoltare quello che il corpo delle donne ci sta dicendo — in Palestina come in ogni altra zona dimenticata del mondo.</p>
<h3 data-start="3302" data-end="3345"><strong>Costruire memoria, creare riparazione</strong></h3>
<p data-start="3346" data-end="3381">Il nostro compito, oggi, è duplice:</p>
<ul data-start="3383" data-end="3605">
<li data-start="3383" data-end="3475">
<p data-start="3385" data-end="3475">Rendere visibile l&#8217;invisibile — dare voce ai segni del trauma anche quando non sanguinano.</p>
</li>
<li data-start="3476" data-end="3605">
<p data-start="3478" data-end="3605">Costruire spazi di memoria attiva, dove il dolore non venga negato, ma trasformato in consapevolezza, in lotta, in cambiamento.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3607" data-end="3763">Perché le generazioni future non meritano solo di sopravvivere al trauma.<br data-start="3680" data-end="3683" /><strong data-start="3683" data-end="3763">Meritano di nascere in un mondo che ha scelto, finalmente, di interromperlo.</strong></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Antonella Iannoccaro, </em></p>
<p style="text-align: right;" data-start="3607" data-end="3763"><em>Psicologa e Presidente dell&#8217;APS Le Rose di Gerico.</em></p>
<p data-start="3607" data-end="3763">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un giorno per ricordare: a San Donato di Ninea la storia di Anna Morrone scuote e insegna&#8221;</title>
		<link>https://www.rosedigerico.it/un-giorno-per-ricordare-a-san-donato-di-ninea-la-storia-di-anna-morrone-scuote-e-insegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rose di Gerico Associazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 08:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Rose di Gerico]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Morrone]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alla parità]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[memoria e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione libro]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazione giovani]]></category>
		<category><![CDATA[storie vere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Ma io non ritorno un&#8217;altra Anna&#8221;: un incontro per ricordare, riflettere, educare Venerdì 9 maggio 2025, alle ore 10.00, presso la Biblioteca Comunale di San Donato di Ninea (CS) – località Cutura – si è tenuta la presentazione del libro &#8220;Ma io non ritorno &#8211; Un&#8217;altra Anna. Storia di un femminicidio&#8221;, scritto da Barbara Modaffari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="289" data-end="374"><strong data-start="289" data-end="374">&#8220;Ma io non ritorno un&#8217;altra Anna&#8221;: un incontro per ricordare, riflettere, educare</strong></p>
<p class="" data-start="376" data-end="717">Venerdì 9 maggio 2025, alle ore 10.00, presso la Biblioteca Comunale di San Donato di Ninea (CS) – località Cutura – si è tenuta la presentazione del libro <em data-start="532" data-end="596">&#8220;Ma io non ritorno &#8211; Un&#8217;altra Anna. Storia di un femminicidio&#8221;</em>, scritto da Barbara Modaffari con la collaborazione di Francesco Vigna, figlio di Anna Morrone, vittima di femminicidio.</p>
<p class="" data-start="719" data-end="1184">L’iniziativa, accolta con grande disponibilità dal dirigente scolastico Vincenzo Tedesco, è stata organizzata dall’Associazione Le Rose di Gerico e dall’Amministrazione Comunale di San Donato di Ninea, grazie al prezioso impegno della consigliera con delega alle pari opportunità, Rosilde Arturo. L’evento ha visto il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo San Sosti &#8211; Malvito e ha rappresentato un’importante occasione di riflessione per studenti e cittadinanza.</p>
<p class="" data-start="1186" data-end="1673">Durante l’incontro, l’autrice e Francesco Vigna hanno condiviso una testimonianza intensa e toccante, portando un messaggio di speranza a chi vive situazioni di violenza familiare. Il libro racconta la storia di Anna Morrone, uccisa nel 1999 a soli 38 anni dal marito Franco. Una studentessa ha egregiamente sintetizzato il contenuto del testo, inserito all’interno di un percorso educativo e di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che ha coinvolto attivamente gli studenti.</p>
<p class="" data-start="1675" data-end="1997">La storia di Anna è simbolo di tante altre storie segnate da relazioni basate su controllo, sopraffazione e violenza, che nulla hanno a che vedere con l’amore. Il libro, attraverso le voci della famiglia, degli amici e del figlio Francesco, ricostruisce un doloroso vissuto di “non amore”, culminato in un tragico epilogo.</p>
<p class="" data-start="1999" data-end="2236">Protagonisti dell’incontro sono stati proprio gli studenti, che hanno potuto dialogare con l’autrice e con Francesco Vigna in un momento di confronto autentico e di grande impatto emotivo, pensato per sensibilizzare le nuove generazioni.</p>
<p class="" data-start="2238" data-end="2639">Ha moderato l’incontro Lucia Malfone, componente e socia fondatrice dell’Associazione Le Rose di Gerico, insieme alla presidente Antonella Iannoccaro, presente anche in qualità di psicologa. Tra gli intervenuti: gli insegnanti Idea De Vuono e Maria Cucci, il sindaco Vincenzo Russo, il parroco don Pino Esposito, la consigliera Rosilde Arturo e il dott. Fiorino Cerchiaro, delegato ai servizi sociali.</p>
<p style="text-align: left;"><em>L’Associazione Le Rose di Gerico continuerà a promuovere momenti di sensibilizzazione e confronto, affinché storie come quella di Anna Morrone non siano mai dimenticate e diventino voce di cambiamento.<br data-start="594" data-end="597" /></em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonella Iannoccaro</em></p>
<p style="text-align: right;">Presidente – Associazione Le Rose di Gerico</p>
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